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“Sentinella dei cambiamenti della Terra”; così il Presidente del
Consiglio Nazionale dei Geologi,
Pietro De Paola,
ha definito il geologo, ricordandone l’impegno “in prima linea
per uno sviluppo ambientale sostenibile, per il controllo delle
coste, per la tutela delle riserve idriche, per l’utilizzo della
geotermia, per la programmazione, la gestione e il controllo del
territorio”.
Vincenzo
Ferrara,
climatologo ENEA, ha evidenziato il ruolo chiave che i geologi
avranno, in un futuro ormai vicino, nella pianificazione
dell’uso del territorio, soprattutto alla luce dei fenomeni di
riscaldamento climatico. “Le conclusioni allarmanti a cui è
giunto l’Ipcc (Comitato Intergovernativo sul mutamento climatico
delle Nazioni Unite) – ha avvertito Ferrara – obbligano la
comunità internazionale a prendere iniziative nel breve
termine”. “Per affrontare la crisi climatica in atto nel pianeta
– secondo Ferrara – è necessario agire sia sul versante delle
cause interrompendo l’accumulazione di gas serra in atmosfera
provocata dalle attività umane, sia su quello degli effetti
attraverso la predisposizione di piani e di programmi in grado
di ridurre tanto la vulnerabilità territoriale quanto quella
socio economica provocata dai cambiamenti del clima. É proprio
in questo contesto che il ruolo dei geologi assume una rilevanza
fondamentale”.
Ospite dell’assise anche
Jeremy Rifkin,
Presidente della FET (Foundation on Economic Trends), che ha
ricordato che “L’obiettivo della riduzione del 20% delle
emissioni di Co2 entro il 2020 è un obiettivo ambizioso che dà
all’Europa la possibilità di essere il leader mondiale di un
nuovo sistema energetico rivoluzionario e democratico”. “Ai
geologi – ha affermato Rifkin - spetta il compito di aiutare le
società a passare a un sistema energetico democratico che si
fondi sulla cura della biosfera. Il pianeta soffre e in meno di
un secolo la metà delle specie animali potrebbe sparire. E non è
detto che la specie umana sia destinata a sopravvivere”.
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