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E' la traduzione
del termine dialettale pusterese
“die lacke”.
Nei primi anni novanta grazie alla neve artificiale era
diventato possibile sciare fino alla fine di aprile.
Su una pista del Plan de Corones in Alto Adige, un
avvallamento su una pista raccoglieva le acque che
filtravano sotto i granuli della neve artificiale creando
una distesa d'acqua lunga 30 metri. Le temperature esterne
in quella stagione raggiungevano i 24 gradi e così qualche
pazzo sciatore pensò di prendersi una bella rincorsa e cercò
di planare sull'acqua.
Nei primi anni novanta grazie alla neve artificiale era
diventato possibile sciare fino alla fine di aprile.
Su una pista del Plan de Corones in Alto Adige, un
avvallamento su una pista raccoglieva le acque che
filtravano sotto i granuli della neve artificiale creando
una distesa d'acqua lunga 30 metri. Le temperature esterne
in quella stagione raggiungevano i 24 gradi e così qualche
pazzo sciatore pensò di prendersi una bella rincorsa e cercò
di planare sull'acqua. Questo giochetto coinvolse rapidamente
tutti i giovani del luogo e ben presto vennero i primi
equipaggiamenti speciali per i temerari, che consistevano in
bottiglie di Grappa e impianti Stereo.
Exformat crea un
circuito di telecamere, monta una regia televisiva e
trasmette via satellite le immagini della Lacke 2000,
riuscendo a fare una ripresa strepitosa del discesista
Christian Ghedina con Lucia Recchi in spalla (entrambi
membri della squadra nazionale di sci ) che passano la Lacke.
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