Come quella volta in Italia, produzione della compagnia teatro Artò, nasce in occasione della giornata della memoria, come una lettura teatrale dall'eloquente sottotitolo “Ripasso storico musicale”.
Si parte dal libro “La fabbrica del duce” di Dino Biondi, che analizza la storia di Mussolini, e in particolare la creazione del consenso attorno alla sua figura, e lo si ambienta in un interno piccolo borghese, con radio e grammofono che diffondono musica d'epoca, e l'immagine del duce alle pareti.
Vuole essere un percorso storico dell'Italia della prima metà del secolo scorso, che a poco a poco vede nella figura di Benito Mussolini l'ancora di salvezza, l'eroe, il cavaliere senza macchia e senza paura. Attraverso immagini e canzoni viene ricreata l'atmosfera del Ventennio, di un'Italia borghese e contadina, provinciale ma a capo di un “Impero”, arretrata e futurista.
Si scoprirà come viene creato il mito del Duce, dell'uomo forte che pensa per tutti, fa partire i treni in orario e non dorme mai.
Regia Nuccio Ambrosino
Con Irene Guadagnini
Scenografia Sara Parisi
Direzione tecnica e realizzazione video Corrado Measso
LE CITTA' INVISIBILI
Le città invisibili, uno spettacolo tratto dal famoso libro di Italo Calvino, racconta il viaggio di Marco Polo alla scoperta delle città dell'impero: città immaginarie, strane, poetiche, divertenti, ognuna con una caratteristica che la rende unica: c'è la città appesa a un filo e sospesa sopra un precipizio, la città nella quale abitano dèi piccoli come gnomi, chiacchieroni e indisponenti, la città dove al posto dell'aria c'è la terra, la città costruita sull'acqua.
Il viaggio di Marco Polo è raccontato come una favola, attraverso l'uso delle ombre cinesi, che riportano l'atmosfera magica, quasi di sogno, della storia, punteggiato dall'apparizione di queste città fantastiche, non lette ma vissute e rappresentate sulla scena, attraverso suggestioni, fascinazioni, immagini, costumi, oggetti. La parola di Calvino, così ricercata, precisa e allo stesso tempo originale e fantasiosa, viene rispettata e portata sulla scena così com'è, con la sua bellezza e suggestione. Sono le luci, le videoproiezioni, i movimenti, gli abiti a darle corpo e significato, giocando con la fantasia e la poesia dell'immaginazione, e con lo sguardo e l'ascolto del pubblico, che possa riscoprire in queste strane città un pezzo della propria, reale o desiderata che sia.
Lo spettacolo, interpretato da Irene Guadagnini, si avvale delle scene e costumi di Sara Parisi e delle elaborazioni audiovisive di Corrado Measso.
La regia è firmata da Nuccio Ambrosino.
L'UNA ALLO SPECCHIO
L’Una allo specchio. Donne che dialogano attraverso il tempo e lo spazio, ricreando immagini e figure lontane, ricomponendo frammenti di esistenze spezzate. Simboli dell'immaginario maschile, archetipi mitici, briciole di vite quotidiane, l'altrove stereotipato. Voci e corpi diversi eppure uguali.
Uno spettacolo al femminile, risultato di un lavoro sull'attore e la sua interiorità, nel mettere in gioco situazioni ed emozioni personali attraverso lo schermo del palcoscenico. Non uno psicodramma, ma la ricerca della verità intima pur nella finzione attoriale. Il testo, risultato di un'elaborazione personale a partire da alcuni testi tra i quali anche Una donna spezzata di Simone de Beauvoir, mette in scena la crisi di una donna, in un momento drammatico della sua vita, alle prese con interrogativi e dubbi sui sentimenti, percezioni di sé e identità. In questo confronto prendono corpo altre donne, immagini e simboli dell'immaginario collettivo, che dialogano attraverso il tempo e lo spazio, tentando ognuna di imporre la propria presenza, il proprio modo d'essere donna.
Regia Nuccio Ambrosino
Liberamente ispirato a testi di S. De Beauvoir, R. Calasso, F. Wedekind
Adattamento Irene Guadagnini ed Elena Manfredi
Con Irene Guadagnini
E la partecipazione in video di
Elena Manfredi, Alessia Napolitano, Daniela Soci
Scene Sara Parisi
Costumi Francesca Messori
Videoproiezioni Corrado Measso