Le città invisibili racconta il viaggio di Marco Polo alla scoperta delle città dell’impero: città immaginarie, strane, poetiche, divertenti, ognuna con una caratteristica che la rende unica. C'è la città appesa a un filo e sospesa sopra un precipizio, la città nella quale abitano dèi piccoli come gnomi, chiacchieroni e indisponenti, la città dove al posto dell’aria c’è la terra, la città costruita sull’acqua.
Il viaggio di Marco Polo è raccontato come una favola, attraverso l’uso delle ombre cinesi, che riportano l’atmosfera magica, quasi di sogno, della storia, punteggiato dall’apparizione di queste città fantastiche, non lette ma vissute e rappresentate sulla scena, attraverso suggestioni, fascinazioni, immagini, costumi, oggetti. La parola di Calvino, così ricercata, precisa e allo stesso tempo originale e fantasiosa, viene rispettata e portata sulla scena così com’è, con la sua bellezza e suggestione. Sono le luci, le videoproiezioni, i movimenti, gli abiti a darle corpo e significato, giocando con la fantasia e la poesia dell’immaginazione, e con lo sguardo e l’ascolto del pubblico, che possa riscoprire in queste strane città un pezzo della propria, reale o desiderata che sia.
Lo spettacolo, interpretato da Irene Guadagnini, si avvale delle scene e costumi di Sara Parisi e delle elaborazioni audiovisive di Corrado Measso. La regia è firmata da Nuccio Ambrosino.